
Il movimento: il linguaggio nascosto del sistema nervoso
I riflessi primitivi sono le prime risposte automatiche che il sistema nervoso elabora già in epoca prenatale. La loro funzione? Garantire la sopravvivenza e guidare le tappe fondamentali dello sviluppo neuro-motorio. Questi schemi sono programmati per integrarsi — cioè per essere progressivamente inibiti dalla corteccia cerebrale — man mano che il bambino acquisisce movimenti volontari sempre più precisi.
Ma cosa succede se questo processo non si completa?
Il riflesso rimane attivo oltre il suo periodo fisiologico e inizia a interferire con funzioni superiori:
- la postura,
- la coordinazione,
- la regolazione emotiva,
- l’attenzione,
- l’apprendimento.
Non è un problema solo dei bambini.
Negli adulti, i riflessi non integrati continuano a operare in modo silente, manifestandosi come:
- tensioni posturali inspiegabili,
- iperreattività agli stimoli sensoriali,
- difficoltà di concentrazione,
- risposte emotive sproporzionate.
Per questo, il lavoro di integrazione riflessa non è una pratica riservata alla neuro-pediatria: è un intervento che tocca la radice neurofisiologica di molti pattern che i professionisti incontrano ogni giorno, indipendentemente dall’età del paziente.
CONCRETAMENTE COSA PUO’ FARE UNA PERSONA A CASA SUA? (integrare massimo 2 riflessi per volta!)
FASE 1 > MESSA IN SICUREZZA
- Riflesso di radiazione dell’ombelico
Appoggiate una mano sull’ombelico, la nostra ancora e create una pressione lenta (come quando vi fate i grattini) e continuate lungo le 6 linee radiali dall’ombelico:
- l’ombelico è come un sole ☀️, lasciando la mano sopra, tracciate dei raggi intorno nel verso che preferite.
- dall’ombelico salite verso il mento e tornate indietro fino all’ombelico.
- dall’ombelico tracciate delle linee fino al sacro (area glutei) e tornate verso l’ombelico.
- dall’ombelico salite verso le spalle e lungo i gomiti, polsi e mani; tornando indietro premete con delle piccole pressioni ritmate sulle articolazioni, e poi tornate all’ombelico.
- dall’ombelico scendete verso i piedi (più facile farlo da seduti), e tornando dai piedi fate delle pressione ritmate sulle articolazioni e proseguite verso l’ombelico.
Evitare in caso di cicatrici dolorose o patologie addominali.

2. Riflesso di Paralisi da Paura
- Palming oculare: palmi caldi (strofinare le mani) e posarle sugli occhi chiusi per 1 min (oscuramento totale, creare una pressione leggera, in silenzio).
- Palming uditivo: palmi sulle orecchie per 1 min, per ridurre gli input uditivi, con una pressione leggera.
- Tapping ritmico: picchiettare lentamente sullo sterno, sotto le clavicole, sui gomiti, sulle anche, e sui piedi. MAX 2×settimana. Il ritmo è fondamentale perché aiuta a sincronizzare il Sistema Nervoso Autonomo (SNA) senza innescare il freeze (ovvero il congelamento).

palming occhi

palming orecchie

tapping
3. Riflesso di Moro
Movimento RITMICO: dondolarsi oscillando, a pancia in su con le ginocchia piegate, piano piano avanti-indietro per massimo 40 secondi.
Il ritmo del dondolio aiuta a sincronizzare il sistema limbico ( è il cervello emotivo, responsabile della gestione delle emozioni, della memoria, del comportamento e dell’olfatto) e abbassa l’allerta del SNA.

dondolare
4. Riflesso di protezione dei tendini
Attivazione dei punti sensoriali creando una pressione profonda e
lenta sull’arco plantare interno del piede (dal tallone al
metatarso). 5–7 sec.
La stimolazione è progressiva si parte dal tallone, poi arco (in rosso),
poi metatarso (in verde) — non tutto insieme.

Evitare in caso di fascite plantare acuta.
FASE 2 > STABILIZZAZIONE POSTURALE
5. Riflesso tonico Labirintico (RTL)
A pancia in su, creare delle oscillazioni lievi avanti-indietro per 30–40 secondi senza forzare. (Qui la componente Vestibolare è dominante, cosa significa? Il riflesso ha origine nell’orecchio interno).
Il RITMO è essenziale: circa 1 oscillazione ogni 2 sec che aiuta a ricalibrare il sistema dell’equilibrio (orecchio interno) prima di qualsiasi lavoro attivo.
