
Il Rilascio Somato-Emozionale (SER, SomatoEmotional Release) è un approccio terapeutico sviluppato dall’osteopata John E. Upledger (1932–2012), pioniere della Terapia Cranio-Sacrale (TCS). Il SER si basa sull’ipotesi che traumi fisici, emotivi o psicologici possano essere “immagazzinati” nei tessuti del corpo sotto forma di memorie somato-emozionali, influenzando la salute globale dell’individuo.
Il SER è una tecnica manuale non invasiva che combina:
- Ascolto tissutale: L’osteopata rileva restrizioni o “densità” nei tessuti (fasce, muscoli, organi) che potrebbero correlarsi a memorie emotive non elaborate.
- Dialogo terapeutico: Il paziente è guidato a ricordare e rilasciare emozioni associate a traumi passati, spesso emerse durante il trattamento.
- Integrazione neuro-fisiologica: Il SER mira a ripristinare l’omeostasi del sistema nervoso autonomo (SNA), in particolare attraverso la stimolazione del nervo vago (collegato alla Polyvagal Theory di Stephen Porges).
Meccanismi Scientifici del SER
Memoria Tissutale e Neuropeptidi
La base biologica del SER trova riscontro nella psiconeuroimmunologia PNEI, in particolare negli studi di Candace Pert (1997):
- I neuropeptidi (molecole che trasmettono informazioni tra sistema nervoso, endocrino e immunitario) sono presenti in tutti i tessuti del corpo, non solo nel cervello.
- Emozioni come paura, rabbia o tristezza attivano specifici neuropeptidi (es. CRF per lo stress, endorfine per il dolore), che possono accumularsi nei tessuti in caso di trauma non elaborato.
- Riferimento: Pert, C. (1997). Molecules of Emotion: The Science Behind Mind-Body Medicine. Scribner.

Sistema Nervoso Autonomo (SNA) e Polyvagal Theory
Il SER agisce anche sul sistema nervoso autonomo (SNA), in particolare attraverso:
- Stimolazione del nervo vago: Il tocco osteopatico dolce (es. sulla base del cranio o sul diaframma) può attivare il ramo ventrale del vago, associato a stati di sicurezza e calma (Porges, 2017).
- Riduzione dell’iperattivazione simpatica: Pazienti con traumi cronici spesso presentano un SNA sbilanciato (dominanza simpatica), che il SER aiuta a riequilibrare.
- Riferimento: Porges, S. W. (2017). The Polyvagal Theory: New Insights into Adaptive Reactions of the Autonomic Nervous System. Clinical Autonomic Research, 27(2), 89–96.
Fascia e Memoria del Trauma
La fascia (tessuto connettivale che avvolge muscoli, organi e nervi) gioca un ruolo chiave nel SER:
- Studi di Robert Schleip (2003) dimostrano che la fascia contiene recettori sensoriali (es. interstiziali, nocicettori) che possono registrare e mantenere tensioni legate a traumi.
- Il SER utilizza tecniche di mobilizzazione fasciale per rilasciare queste tensioni e favorire il flusso di informazioni tra corpo e mente.
- Riferimento: Schleip, R. (2003). Fascial Plasticity—A New Neurobiological Explanation: Part 1. Journal of Bodywork and Movement Therapies, 7(1), 11–19.
Come Funziona una Sessione di SER?
Fasi del Trattamento
- L’osteopata esegue una palpazione per identificare aree di restrizione tissutale (es. cranio, colonna vertebrale, diaframma, bacino).
- Vengono valutati anche segni di disfunzione del SNA (es. tachicardia, respiro superficiale).
Induzione del Rilascio:
- Tecniche di Terapia Cranio-Sacrale (TCS) per mobilizzare il liquido cerebrospinale e favorire il rilassamento.
- Dialogo guidato: Il paziente è invitato a osservare sensazioni, immagini o emozioni che emergono durante il tocco.
Integrazione Emotiva:
- Se emerge un ricordo traumatico, l’osteopata aiuta il paziente a esprimerlo (verbale o non verbale) e a rilasciarlo attraverso:
- Respirazione diaframmatica (per attivare il vago ventrale).
- Movimento spontaneo (es. tremori, pianto).
- Tecniche di grounding (per ancorare il paziente al presente).
- Chiusura e Stabilizzazione:
- Viene verificato che il paziente sia stabile emotivamente prima di concludere la sessione.
- Eventuali sintomi di rilascio (es. stanchezza, mal di testa) vengono spiegati come reazioni normali al processo di guarigione.

Benefici Clinici del SER
Il SER è stato applicato con successo in diversi contesti clinici.
- Nel dolore cronico il SER agisce rilasciando tensioni fasciali legate a traumi passati, riducendo così il dolore persistente. Questo approccio è particolarmente efficace per pazienti con dolori muscoloscheletrici non responsivi ad altre terapie.
Upledger, J. E. (2002). SomatoEmotional Release: Deciphering the Language of Life. North Atlantic Books.
- Con i disturbi psicosomatici, il SER aiuta a integrare le emozioni non elaborate che si manifestano come sintomi fisici (es. mal di stomaco, cefalee tensionali).
Scaer, R. C. (2014). The Body Bears the Burden: Trauma, Dissociation, and Disease. Routledge.
- Nel Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD) il SER regola il sistema nervoso autonomo (SNA), riducendo l’iperattivazione simpatica tipica del PTSD. Questo favorisce un maggiore senso di sicurezza e riduce i sintomi di ansia.
Van der Kolk, B. (2014). The Body Keeps the Score: Brain, Mind, and Body in the Healing of Trauma. Viking.
- Lavorare sul flusso energetico: secondo la bioenergetica (Alexander Lowen), le emozioni bloccate ostacolano il flusso di energia vitale. Il SER aiuta a sbloccare queste tensioni, favorendo un maggiore flusso energetico.
- Nei disturbi dell’umore attraverso la stimolazione del nervo vago ventrale, il SER ha un effetto calmante sul sistema nervoso, utile per pazienti con ansia o depressione lieve. Il tocco dolce del SER aiuta a passare dallo stato di difesa (simpatico) a quello di sicurezza (ventrale vagale).
Porges, S. W. (2011). The Polyvagal Theory: Neurophysiological Foundations of Emotions, Attachment, Communication, and Self-regulation. W. W. Norton & Company.
Il SER non sostituisce la psicoterapia, ma può essere un complemento efficace, soprattutto in pazienti con traumi fisico-emozionali (es. incidenti, abusi, interventi chirurgici).

EFFETTI DI RILASCIO: Stanchezza, mal di testa o emozioni intense (normali e temporanee). Associato a volte anche a riviviscenza del trauma: motivo per cui lavoro in EQUIPE con professionisti specializzati.
Migliorare la consapevolezza corpo-mente: Il paziente impara a riconoscere e gestire le connessioni tra emozioni e sintomi fisici, scoprendo come il corpo archivia e manifesti le esperienze non elaborate.
Il Rilascio Somato-Emozionale rappresenta un ponte tra osteopatia e psicologia, offrendo uno strumento per liberare il corpo dalle memorie del passato e ripristinare l’equilibrio fisico-emotivo. Come afferma Upledger:
“Il corpo non mente. Le tensioni che portiamo dentro sono la prova vivente delle nostre esperienze non risolte.”
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