Esercizi a casa per integrare i Riflessi Primitivi

Il movimento: il linguaggio nascosto del sistema nervoso

I riflessi primitivi sono le prime risposte automatiche che il sistema nervoso elabora già in epoca prenatale. La loro funzione? Garantire la sopravvivenza e guidare le tappe fondamentali dello sviluppo neuro-motorio. Questi schemi sono programmati per integrarsi — cioè per essere progressivamente inibiti dalla corteccia cerebrale — man mano che il bambino acquisisce movimenti volontari sempre più precisi.

Ma cosa succede se questo processo non si completa?
Il riflesso rimane attivo oltre il suo periodo fisiologico e inizia a interferire con funzioni superiori:

  • la postura,
  • la coordinazione,
  • la regolazione emotiva,
  • l’attenzione,
  • l’apprendimento.

Non è un problema solo dei bambini.
Negli adulti, i riflessi non integrati continuano a operare in modo silente, manifestandosi come:

  • tensioni posturali inspiegabili,
  • iperreattività agli stimoli sensoriali,
  • difficoltà di concentrazione,
  • risposte emotive sproporzionate.

Per questo, il lavoro di integrazione riflessa non è una pratica riservata alla neuro-pediatria: è un intervento che tocca la radice neurofisiologica di molti pattern che i professionisti incontrano ogni giorno, indipendentemente dall’età del paziente.

CONCRETAMENTE COSA PUO’ FARE UNA PERSONA A CASA SUA? (integrare massimo 2 riflessi per volta!)

FASE 1 > MESSA IN SICUREZZA

  1. Riflesso di radiazione dell’ombelico

Appoggiate una mano sull’ombelico, la nostra ancora e create una pressione lenta (come quando vi fate i grattini) e continuate lungo le 6 linee radiali dall’ombelico:

  1. l’ombelico è come un sole ☀️, lasciando la mano sopra, tracciate dei raggi intorno nel verso che preferite.
  2. dall’ombelico salite verso il mento e tornate indietro fino all’ombelico.
  3. dall’ombelico tracciate delle linee fino al sacro (area glutei) e tornate verso l’ombelico.
  4. dall’ombelico salite verso le spalle e lungo i gomiti, polsi e mani; tornando indietro premete con delle piccole pressioni ritmate sulle articolazioni, e poi tornate all’ombelico.
  5. dall’ombelico scendete verso i piedi (più facile farlo da seduti), e tornando dai piedi fate delle pressione ritmate sulle articolazioni e proseguite verso l’ombelico.

Evitare in caso di cicatrici dolorose o patologie addominali.

2. Riflesso di Paralisi da Paura

  1. Palming oculare: palmi caldi (strofinare le mani) e posarle sugli occhi chiusi per 1 min (oscuramento totale, creare una pressione leggera, in silenzio).
  2. Palming uditivo: palmi sulle orecchie per 1 min, per ridurre gli input uditivi, con una pressione leggera.
  3. Tapping ritmico: picchiettare lentamente sullo sterno, sotto le clavicole, sui gomiti, sulle anche, e sui piedi. MAX 2×settimana. Il ritmo è fondamentale perché aiuta a sincronizzare il Sistema Nervoso Autonomo (SNA) senza innescare il freeze (ovvero il congelamento).

palming occhi

palming orecchie

tapping

3. Riflesso di Moro
Movimento RITMICO: dondolarsi oscillando, a pancia in su con le ginocchia piegate, piano piano avanti-indietro per massimo 40 secondi.
Il ritmo del dondolio aiuta a sincronizzare il sistema limbico ( è il cervello emotivo, responsabile della gestione delle emozioni, della memoria, del comportamento e dell’olfatto) e abbassa l’allerta del SNA.

dondolare

4. Riflesso di protezione dei tendini

Attivazione dei punti sensoriali creando una pressione profonda e
lenta sull’arco plantare interno del piede (dal tallone al
metatarso). 5–7 sec.
La stimolazione è progressiva si parte dal tallone, poi arco (in rosso),
poi metatarso (in verde) — non tutto insieme.

Evitare in caso di fascite plantare acuta.

FASE 2 > STABILIZZAZIONE POSTURALE

5. Riflesso tonico Labirintico (RTL)

A pancia in su, creare delle oscillazioni lievi avanti-indietro per 30–40 secondi senza forzare. (Qui la componente Vestibolare è dominante, cosa significa? Il riflesso ha origine nell’orecchio interno).
Il RITMO è essenziale: circa 1 oscillazione ogni 2 sec che aiuta a ricalibrare il sistema dell’equilibrio (orecchio interno) prima di qualsiasi lavoro attivo.

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SER – Rilascio Somato Emozionale

Il Rilascio Somato-Emozionale (SER, SomatoEmotional Release) è un approccio terapeutico sviluppato dall’osteopata John E. Upledger (1932–2012), pioniere della Terapia Cranio-Sacrale (TCS). Il SER si basa sull’ipotesi che traumi fisici, emotivi o psicologici possano essere “immagazzinati” nei tessuti del corpo sotto forma di memorie somato-emozionali, influenzando la salute globale dell’individuo.

Il SER è una tecnica manuale non invasiva che combina:

  • Ascolto tissutale: L’osteopata rileva restrizioni o “densità” nei tessuti (fasce, muscoli, organi) che potrebbero correlarsi a memorie emotive non elaborate.
  • Dialogo terapeutico: Il paziente è guidato a ricordare e rilasciare emozioni associate a traumi passati, spesso emerse durante il trattamento.
  • Integrazione neuro-fisiologica: Il SER mira a ripristinare l’omeostasi del sistema nervoso autonomo (SNA), in particolare attraverso la stimolazione del nervo vago (collegato alla Polyvagal Theory di Stephen Porges).

Meccanismi Scientifici del SER

Memoria Tissutale e Neuropeptidi

La base biologica del SER trova riscontro nella psiconeuroimmunologia PNEI, in particolare negli studi di Candace Pert (1997):

  • I neuropeptidi (molecole che trasmettono informazioni tra sistema nervoso, endocrino e immunitario) sono presenti in tutti i tessuti del corpo, non solo nel cervello.
  • Emozioni come paura, rabbia o tristezza attivano specifici neuropeptidi (es. CRF per lo stress, endorfine per il dolore), che possono accumularsi nei tessuti in caso di trauma non elaborato.
  • Riferimento: Pert, C. (1997). Molecules of Emotion: The Science Behind Mind-Body Medicine. Scribner.

Sistema Nervoso Autonomo (SNA) e Polyvagal Theory

Il SER agisce anche sul sistema nervoso autonomo (SNA), in particolare attraverso:

  • Stimolazione del nervo vago: Il tocco osteopatico dolce (es. sulla base del cranio o sul diaframma) può attivare il ramo ventrale del vago, associato a stati di sicurezza e calma (Porges, 2017).
  • Riduzione dell’iperattivazione simpatica: Pazienti con traumi cronici spesso presentano un SNA sbilanciato (dominanza simpatica), che il SER aiuta a riequilibrare.
  • Riferimento: Porges, S. W. (2017). The Polyvagal Theory: New Insights into Adaptive Reactions of the Autonomic Nervous System. Clinical Autonomic Research, 27(2), 89–96.

Fascia e Memoria del Trauma

La fascia (tessuto connettivale che avvolge muscoli, organi e nervi) gioca un ruolo chiave nel SER:

  • Studi di Robert Schleip (2003) dimostrano che la fascia contiene recettori sensoriali (es. interstiziali, nocicettori) che possono registrare e mantenere tensioni legate a traumi.
  • Il SER utilizza tecniche di mobilizzazione fasciale per rilasciare queste tensioni e favorire il flusso di informazioni tra corpo e mente.
  • Riferimento: Schleip, R. (2003). Fascial Plasticity—A New Neurobiological Explanation: Part 1. Journal of Bodywork and Movement Therapies, 7(1), 11–19.

Come Funziona una Sessione di SER?

Fasi del Trattamento

  • L’osteopata esegue una palpazione per identificare aree di restrizione tissutale (es. cranio, colonna vertebrale, diaframma, bacino).
  • Vengono valutati anche segni di disfunzione del SNA (es. tachicardia, respiro superficiale).

Induzione del Rilascio:

  • Tecniche di Terapia Cranio-Sacrale (TCS) per mobilizzare il liquido cerebrospinale e favorire il rilassamento.
  • Dialogo guidato: Il paziente è invitato a osservare sensazioni, immagini o emozioni che emergono durante il tocco.

Integrazione Emotiva:

  • Se emerge un ricordo traumatico, l’osteopata aiuta il paziente a esprimerlo (verbale o non verbale) e a rilasciarlo attraverso:
    • Respirazione diaframmatica (per attivare il vago ventrale).
    • Movimento spontaneo (es. tremori, pianto).
    • Tecniche di grounding (per ancorare il paziente al presente).
    • Chiusura e Stabilizzazione:
    • Viene verificato che il paziente sia stabile emotivamente prima di concludere la sessione.
    • Eventuali sintomi di rilascio (es. stanchezza, mal di testa) vengono spiegati come reazioni normali al processo di guarigione.

Benefici Clinici del SER
Il SER è stato applicato con successo in diversi contesti clinici.

  • Nel dolore cronico il SER agisce rilasciando tensioni fasciali legate a traumi passati, riducendo così il dolore persistente. Questo approccio è particolarmente efficace per pazienti con dolori muscoloscheletrici non responsivi ad altre terapie.

Upledger, J. E. (2002). SomatoEmotional Release: Deciphering the Language of Life. North Atlantic Books.

  • Con i disturbi psicosomatici, il SER aiuta a integrare le emozioni non elaborate che si manifestano come sintomi fisici (es. mal di stomaco, cefalee tensionali).

Scaer, R. C. (2014). The Body Bears the Burden: Trauma, Dissociation, and Disease. Routledge.

  • Nel Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD) il SER regola il sistema nervoso autonomo (SNA), riducendo l’iperattivazione simpatica tipica del PTSD. Questo favorisce un maggiore senso di sicurezza e riduce i sintomi di ansia.

Van der Kolk, B. (2014). The Body Keeps the Score: Brain, Mind, and Body in the Healing of Trauma. Viking.

  • Lavorare sul flusso energetico: secondo la bioenergetica (Alexander Lowen), le emozioni bloccate ostacolano il flusso di energia vitale. Il SER aiuta a sbloccare queste tensioni, favorendo un maggiore flusso energetico.
  • Nei disturbi dell’umore attraverso la stimolazione del nervo vago ventrale, il SER ha un effetto calmante sul sistema nervoso, utile per pazienti con ansia o depressione lieve. Il tocco dolce del SER aiuta a passare dallo stato di difesa (simpatico) a quello di sicurezza (ventrale vagale).

Porges, S. W. (2011). The Polyvagal Theory: Neurophysiological Foundations of Emotions, Attachment, Communication, and Self-regulation. W. W. Norton & Company.

Il SER non sostituisce la psicoterapia, ma può essere un complemento efficace, soprattutto in pazienti con traumi fisico-emozionali (es. incidenti, abusi, interventi chirurgici).

EFFETTI DI RILASCIO: Stanchezza, mal di testa o emozioni intense (normali e temporanee). Associato a volte anche a riviviscenza del trauma: motivo per cui lavoro in EQUIPE con professionisti specializzati.

Migliorare la consapevolezza corpo-mente: Il paziente impara a riconoscere e gestire le connessioni tra emozioni e sintomi fisici, scoprendo come il corpo archivia e manifesti le esperienze non elaborate.

Il Rilascio Somato-Emozionale rappresenta un ponte tra osteopatia e psicologia, offrendo uno strumento per liberare il corpo dalle memorie del passato e ripristinare l’equilibrio fisico-emotivo. Come afferma Upledger:

“Il corpo non mente. Le tensioni che portiamo dentro sono la prova vivente delle nostre esperienze non risolte.”

Se sei interessato/a a esplorare il SER, prenota una sessione per scoprire come il tuo corpo può parlare e guarire.
Nella mia community, potrai conoscere i professionisti con cui collaboro e come, insieme, possiamo facilitare il rilascio dei tuoi traumi.

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Consulenza Osteo & Ostetricia🌸

Cos’è la consulenza Osteo+Ostetricia 🤍

Un percorso pensato per accompagnarti durante la gravidanza e nel post parto, prendendosi cura della diade mamma-bambino in modo completo.

Due professioni, un unico obiettivo: offrire strumenti pratici, ascolto e consapevolezza.

Dalla gravidanza — tra i cambiamenti del corpo, le emozioni e la percezione di sé in preparazione al parto, con valutazione ostetrica del benessere materno-fetale — al post parto: pavimento pelvico, allattamento e bisogni del neonato.

Durante gli incontri è prevista anche una valutazione osteopatica della donna in gravidanza o del neonato dopo la nascita, per sostenerne la fisiologia e favorire l’armonia del corpo, della mente e delle emozioni.

Nella consulenza, se necessario, vengono inoltre fornite indicazioni su semplici auto-trattamenti specifici per i tuoi bisogni o per quelli del neonato.

È compreso anche un supporto a distanza, con una chat dedicata insieme alle professioniste.

Un approccio integrato fatto di ascolto, prevenzione e cura 💫

A presto da Lauriane e Selene🌸

Terapia cranio-sacrale

E’ stata sviluppata da John E. Upledger, medico osteopata.

Principio base:
La Terapia Cranio-Sacrale si concentra sul sistema cranio-sacrale, un sistema fisiologico che avvolge e protegge il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale). Questo sistema è composto da membrane, liquido cerebrospinale e ossa del cranio, della colonna vertebrale e del sacro.

Meccanismo d’azione:

  • Utilizza un tocco leggero (solitamente 5 grammi di pressione) per valutare e correggere le restrizioni o gli squilibri nel ritmo cranio-sacrale.
  • Stimola la capacità di auto-correzione del corpo, favorendo il rilascio di tensioni fisiche ed emotive.

Obiettivi principali:

  • Migliorare la funzionalità del sistema nervoso.
  • Alleviare dolori cronici, stress, traumi fisici ed emotivi.
  • Promuovere il benessere olistico (integrazione mente-corpo).

Applicazioni cliniche:

  • Disturbi muscolo-scheletrici (mal di schiena, emicranie, dolori cervicali).
  • Stress, ansia, disturbi del sonno.
  • Traumi fisici ed emotivi (anche post-chirurgici o post-parto).
  • Supporto in condizioni neurologiche (es. autismo, paralisi cerebrale).

Basi scientifiche:

  • Si basa sull’anatomia e fisiologia del sistema cranio-sacrale, con evidenze cliniche sull’efficacia del tocco leggero nel modulare il sistema nervoso autonomo.
  • L’Istituto Upledger promuove ricerca e formazione per validare e diffondere il metodo.

Integrazione con altre discipline:

  • Può essere combinata con osteopatia, fisioterapia, psicoterapia e approcci olistici come il Rilascio Somato-Emozionale (SER®).

Il Sistema Fasciale:

Il sistema fasciale è una rete continua di tessuto connettivo fibroso che avvolge, sostiene e collega ogni struttura del corpo: muscoli, ossa, organi, nervi, vasi sanguigni e linfatici. È ricco di recettori sensoriali e svolge un ruolo chiave in:

  • Supporto strutturale (mantenimento della forma del corpo).
  • Trasmissione delle forze meccaniche (movimento, postura).
  • Comunicazione biochimica (trasporto di liquidi e segnalazione cellulare).
  • Protezione (barriera contro infezioni e traumi).

Caratteristiche chiave:

  • Continuità: La fascia è un’unica rete, senza interruzioni, che collega la testa ai piedi.
  • Adattabilità: Si modifica in risposta a stress, traumi, infiammazioni o posture prolungate.
  • Memoria tissutale: Può “registrare” tensioni fisiche ed emotive, influenzando la mobilità e il dolore.

Le Meningi: La Fascia del Sistema Nervoso

Le meningi sono le fasce specializzate che avvolgono e proteggono il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale). Sono compostee da tre strati:

  1. Dura madre: Strato più esterno e resistente, aderente alle ossa del cranio e del canale vertebrale.
  2. Aracnoide: Strato intermedio, separato dalla dura madre dallo spazio subdurale.
  3. Pia madre: Strato più interno, a diretto contatto con il cervello e il midollo spinale, ricco di vasi sanguigni.

Funzioni delle meningi:

  • Protezione meccanica (assorbimento degli urti).
  • Nutrizione (trasporto di liquidi e metaboliti).
  • Sostegno (mantenimento della posizione del sistema nervoso).

Collegamento con il sistema fasciale:
Le meningi sono continuazione della fascia corporea: la dura madre, ad esempio, si fonde con il periostio delle ossa craniche e con la fascia cervicale. Questo spiega perché tensioni in altre parti del corpo (es. schiena, bacino) possono influenzare il sistema nervoso e viceversa.

Come l’Osteopata Tratta il Sistema Fasciale e le Meningi

L’osteopata interviene sul sistema fasciale e meningeo attraverso tecniche manuali dolci e precise, con l’obiettivo di:

  • Rilasciare tensioni accumulate a causa di traumi, posture scorrette o stress.
  • Ripristinare la mobilità dei tessuti e dei liquidi (es. liquido cerebrospinale).
  • Migliorare la comunicazione tra i diversi distretti corporei.

Tecniche Specifiche:

Tecniche Cranio-Sacrali (CST):

    • Valutazione del ritmo cranio-sacrale (movimento ritmico del liquido cerebrospinale e delle meningi).
    • Rilascio delle tensioni meningee: tocco leggero su cranio, sacro e colonna per liberare restrizioni che possono causare cefalee, vertigini o dolori nevralgici.
    • Esempio: In caso di emicrania, l’osteopata può lavorare sulla dura madre per ridurre la trazione sulle meningi.

    Tecniche Fasciali Dirette/Indirette:

      • Dirette: L’osteopata applica una forza opposta alla restrizione per “sbloccare” la fascia (es. stretching miofasciale).
      • Indirette: Si segue il movimento naturale della fascia per incoraggiare il rilascio (es. tecniche di “unwinding”).
      • Esempio: Trattamento della fascia toracica per migliorare la respirazione e ridurre tensioni che possono influenzare le meningi cervicali.

      Tecniche Viscerali:

        • Le meningi sono collegate anche agli organi interni tramite la fascia. Un osteopata può lavorare su diaframma o addome per ridurre tensioni che si riflettono sul sistema nervoso.

        Approccio Somato-Emozionale (SER®):

          • Le meningi possono “memorizzare” traumi emotivi (es. stress prolungato, shock). L’osteopata può guidare il paziente a rilasciare queste tensioni attraverso il dialogo e il tocco.

          Evidenze Scientifiche

          • Studio sulla fascia: Ricerche recenti (es. Fascia Research Congress) dimostrano che la fascia è un organo sensibile e attivo, capace di contrarsi e trasmettere dolore (grazie ai fibroblasti e ai recettori nervosi).
          • Meningi e dolore: La tensione meningea è associata a cefalee, nevralgie e disturbi posturali (Journal of Bodywork and Movement Therapies).
          • Efficacia della CST: Studi preliminari mostrano miglioramenti in pazienti con emicrania e stress post-traumatico dopo trattamenti osteopatici (PubMed, 2020).

          Esempio Pratico: Trattamento di una Cefalea Tensiva

          Caso: Paziente con cefalea cronica e rigidità cervicale.
          Approccio osteopatico:

          Valutazione: Palpazione della fascia cervicale e delle meningi craniche per individuare restrizioni.

          Trattamento:

            • Tecnica cranio-sacrale per rilasciare la dura madre a livello occipitale.
            • Rilascio fasciale dei muscoli sottoccipitali (collegati alla dura madre).
            • Rilascio delle tensioni della LINGUA.
            • Consigli posturali per evitare recidive.

            Risultato: Riduzione del dolore e miglioramento della mobilità cervicale.

              Quando Rivolgersi all’Osteopata?

              • Dolori cronici (mal di schiena, cefalee, sciatalgie).
              • Disturbi post-traumatic (colpo di frusta, interventi chirurgici).
              • Stress, ansia o traumi emotivi “somatizzati”.
              • Problemi posturali o limitazioni del movimento.

              Come facilito bebè nei primi mesi di vita?

              Prevenzione e sviluppo neuropsicomotorio: perché i primi mesi sono così importanti?

              Ogni bambino, fin dai primi giorni di vita, possiede un incredibile potenziale di crescita e apprendimento. Per i bambini nati prematuri, ma anche per tutti gli altri, i primi mesi sono un periodo cruciale: il cervello è in rapida evoluzione e può adattarsi, imparare e recuperare eventuali difficoltà con maggiore facilità rispetto al futuro.

              Perché fare prevenzione?

              • Plasticità cerebrale: Nei primi mesi, il cervello del bambino è come una spugna, pronto ad assorbire stimoli e a sviluppare nuove connessioni. Questo rende possibile recuperare o compensare eventuali ritardi o difficoltà, soprattutto se causati da prematurità, traumi alla nascita o altre condizioni.
              • Segnali da non sottovalutare: Alcuni comportamenti (come la difficoltà a tenere la testa, a succhiare, a reagire ai suoni o a muovere gli arti in modo simmetrico) possono essere spie di un bisogno di attenzione. Riconoscerli presto permette di agire in modo mirato e delicato.
              • Stimolazione su misura: Attraverso tocchi, movimenti guidati e giochi adatti all’età, è possibile “svegliare” le capacità motorie e cognitive del bambino. Il metodo FSC, ad esempio, utilizza tecniche dolci per aiutare il bambino a ritrovare schemi motori naturali che potrebbero essere bloccati.

              Cosa possono fare i genitori?

              • Osservare con attenzione: Non serve essere esperti, ma solo prestare ascolto al proprio bambino. Ogni piccolo progresso (un sorriso, un movimento, una reazione) è un segnale positivo.
              • Chiedere supporto: Pediatri, osteopati e terapisti dello sviluppo possono offrire consigli pratici e personalizzati. Per i prematuri, questo supporto è ancora più prezioso, perché aiuta a colmare eventuali gap rispetto ai bambini nati a termine.
              • Fidarsi del proprio istinto: Se qualcosa sembra diverso dal solito, non esitate a parlarne con uno specialista. La prevenzione non è allarmismo, ma cura e attenzione.

              Prevenzione e sviluppo neuropsicomotorio: cosa fare in pratica

              Ogni bambino è unico, ma ci sono piccole azioni quotidiane che possono fare la differenza nel suo sviluppo, soprattutto nei primi mesi. Ecco alcuni consigli pratici, ispirati al metodo FSC e adatti a tutti i neonati, con attenzione particolare ai bambini nati prematuri.

              Osservare il bambino: segnali da notare

              • Controllo della testa: Entro le 6-8 settimane, il bambino dovrebbe iniziare a tenere la testa sollevata per alcuni secondi quando è a pancia in giù. Se fatica molto, può essere utile chiedere una valutazione.
              • Movimenti simmetrici: Quando il bambino muove braccia e gambe, i movimenti dovrebbero essere equilibrati sui due lati. Asimmetrie costanti possono essere un segnale da approfondire.
              • Reazione ai suoni e alla voce: Entro i 2-3 mesi, il bambino dovrebbe girare la testa verso i suoni o la voce dei genitori. Se non reagisce, può essere utile stimolarlo con giochi sonori o chiedere consiglio.
              • Succhiare e deglutire: Nei prematuri, queste abilità possono essere meno coordinate. Se il bambino ha difficoltà durante la poppata, un’osteopata o un’ostetrica possono aiutare con tecniche dolci.

              Stimolazione quotidiana: giochi e tocchi semplici

              • Pancia in giù (tummy time): Fin dai primi giorni, sdraiare il bambino a pancia in giù per pochi minuti al giorno (sotto supervisione) aiuta a rafforzare i muscoli del collo e della schiena. Per i prematuri, iniziare con sessioni molto brevi (1-2 minuti) e aumentare gradualmente.
              • Massaggio dolce: Accarezzare delicatamente braccia, gambe, schiena e pancia del bambino con movimenti lenti e ritmici favorisce il rilassamento e la consapevolezza corporea. Usare oli naturali (come l’olio di mandorle dolci) per rendere il momento ancora più piacevole.
              • Giochi di contatto visivo e vocale: Parlare al bambino guardandolo negli occhi, fare smorfie o cantare filastrocche stimola la connessione emotiva e cognitiva. I prematuri possono avere bisogno di più tempo per rispondere, ma è importante continuare a proporre questi stimoli.
              • Movimenti guidati: Con delicatezza, aiutare il bambino a portare le mani alla bocca o a incrociare le braccia sul petto. Questi movimenti favoriscono la coordinazione e la consapevolezza del corpo.

              Quando chiedere aiuto

              Non esitate a rivolgervi a un professionista (pediatra, osteopata, ostetrica, Tnpee, fisioterapista) se notate:

              • Difficoltà persistenti nel succhiare o deglutire.
              • Pianto eccessivo o irritabilità che non migliorano con le cure abituali.
              • Ritardi nello sviluppo motorio (ad esempio, non sorride entro i 2 mesi, non segue gli oggetti con lo sguardo entro i 3 mesi).
              • Asimmetrie nel movimento o nella postura.

              Un messaggio per tutti
              Che il vostro bambino sia nato a termine o prematuro, ogni piccolo passo è una conquista. La prevenzione non è una corsa contro il tempo, ma un modo per accompagnare il bambino nel suo percorso di crescita, offrendogli le migliori opportunità fin da subito. Ogni piccolo gesto di attenzione è un regalo per il suo futuro. Se avete dubbi, ricordate: non siete soli. Pediatri, osteopati e associazioni come ARC I Nostri Figli sono qui per sostenervi.

              Risorse utili

              • Il libro “È nato un bimbo” di Mario Castagnini è una guida pratica per riconoscere i segnali e agire con serenità.
              • Associazioni come ARC I Nostri Figli offrono supporto e informazioni gratuite per le famiglie.
              • Video tutorial che posso condividervi durante un incontro in studio.
              • Gruppi di supporto: Condividere esperienze con altri genitori può essere di grande aiuto, soprattutto per chi ha un bambino prematuro.

              Pilates

              Sara Vignolo Rivara è la fondatrice e insegnante di Pilates Milano 3 🍃

              In passato è stata atleta agonista nella nazionale italiana di pattinaggio sul ghiaccio. Lo sport ha sempre fatto parte della sua vita e da oltre vent’anni lavora in palestra insegnando diverse discipline, accompagnando tante persone nel loro percorso verso il benessere e una maggiore consapevolezza del proprio corpo.

              Con il tempo ha sentito il bisogno di dedicarsi sempre di più a una pratica capace di unire movimento, controllo e ascolto: il Pilates. Da questa passione è nato il suo studio, un ambiente raccolto e accogliente in cui propone lezioni personalizzate con Reformer, Tower della Cadillac e Matwork.

              Essere mamma di due bambine l’ha portata inoltre ad approfondire con grande interesse il lavoro sul corpo durante la gravidanza e nel periodo post parto. Sono momenti molto delicati, in cui prendersi cura di sé con attenzione e rispetto è fondamentale. Per questo accompagna le donne (ma anche gli uomini) con programmi mirati, pensati per sostenere il corpo in modo sicuro, consapevole e progressivo.

              INSTAGRAM 🌷

              Psicoterapia per Famiglie ed età Evolutiva 0-5 anni

              Erica Curti, è una psicologa e psicoterapeuta specializzata nell’aiuto delle famiglie e individui con orientamento psicoanalitico.

              Si occupa dell’età evolutiva soprattutto della fascia 0-5. Tratta anche adolescenti, adulti e svolge sostegno alla genitorialità.

              La dottoressa è la referente psicologica dell’area bambini presso
              Lo Studio Diagnosi e Terapia🍃. Quest’ultimo nasce dall’incontro di professionisti di varie discipline, accomunati dal desiderio di aiutare le persone attraverso una modalità di lavoro integrato, con attenzione alla dimensione affettiva, relazionale, comunicativa e cognitiva.

              I professionisti di questo studio si occupano di bambini in età prescolare e scolare; adolescenti e giovani; adulti e coppie, con percorsi personalizzati e, se necessario, in rete con i Servizi del territorio.

              All’interno dello Studio collaborano diversi professionisti specializzati in:

              • Disturbi dello Spettro dell’Autismo (come da linee guida);
              • Metodo Feuerstein;
              • Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA);
              • Massaggio Infantile (A.I.M.I.)

              CONTATTI:

              studiopsi.rozzano@gmail.com
              www.diagnositerapiarozzano.it

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              Coach e Fisioterapia Psicosomatica

              Monica CanovaIL CORPO NON MENTE

              Monica è una mental coach e fisioterapista.
              Si occupa di sintomi psicosomatici e disturbi del nervo vago, in particolare in donne che tendono a somatizzare molto stress ed emozioni nel corpo.

              Ha un master in psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI) e neuroscienze e diverse formazioni avanzate per lavorare su tutti i meccanismi di cura, cambiamento e salute in modo integrato.

              Unisce conoscenze scientifiche e una visione olistica per aiutare le persone a comprendere i segnali del corpo e trasformarli in un percorso di consapevolezza, equilibrio e crescita.

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